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Paleogene

Il periodo Paleogene (da 66 a 23 milioni di anni fa)

Il Paleogene inaugura il Cenozoico. L'impatto di un asteroide, appena 66 milioni di anni fa, svuota la biosfera. I dinosauri non aviari si estinguono. Il 75% delle specie viventi viene spazzato via. Terra coperta di cenere. Cielo buio. Nel sottosuolo, però, c'è vita. Piccoli mammiferi attendono nelle tane. Saranno loro a dominare. Il termine, derivato dal greco, fissa la "vecchia origine" della fauna post-impatto, in contrapposizione al successivo Neogene. Un intervallo geologico di 43 milioni di anni. La rete ecologica si riavvia. Riparte la sperimentazione genetica.

L'ecosistema del Paleogene

Clima e geografia

I termometri terrestri registrano valori altissimi, un residuo termico del Cretaceo. Tra Paleocene ed Eocene, le calotte polari sono assenti. Le foreste tropicali superano le medie latitudini. Palme e mangrovie mettono radici oltre il circolo polare artico. L'apice termico si raggiunge nell'Eocene medio, 50 milioni di anni fa. Le temperature medie globali registrano 5-8 gradi centigradi oltre i valori attuali. Poi, l'inversione di tendenza. Nell'Eocene superiore, 34 milioni di anni fa, le dinamiche climatiche mutano. Nasce la corrente circumpolare antartica: un muro d'acqua gelida isola il Polo Sud. Si consolida la prima calotta glaciale permanente in Antartide. Il clima si frammenta. Compaiono le prime foreste temperate decidue.

Sul piano tettonico, l'India collide con l'Asia. Inizia il sollevamento della catena himalayana. L'asse dell'Oceano Atlantico dilata i suoi fondali. L'Australia spezza il legame con l'Antartide e deriva a nord. I continenti delineano i profili moderni.

Fauna

I mammiferi conquistano le nicchie ecologiche liberate dai grandi rettili. I superstiti del primo Paleogene sono mammiferi basali, simili a toporagni o opossum. La radiazione adattativa è fulminea. Nel Paleocene emergono gli ungulati primitivi e i primi primati arboricoli, provvisti di globi oculari sviluppati per la visione notturna. Nell'Eocene la curva evolutiva s'impenna. Compaiono pipistrelli e roditori. I mari accolgono i primi cetacei: forme come il Pakicetus si aggirano ancora a quattro zampe lungo le coste. Sulla terraferma, il vertice della catena alimentare spetta ai grandi uccelli non volanti. Il Gastornis, alto 2 metri, frantuma le ossa delle prede con un becco massiccio, colmando il vuoto dei teropodi carnivori. Nell'Oligocene, il calo delle temperature riduce la copertura tropicale. Si aprono i primi paesaggi sconfinati. Evoluzione forzata: emergono gli antenati di maiali, tapiri e giraffe. In Africa muovono i primi passi le grandi scimmie.

Flora

Le angiosperme, le piante da fiore, monopolizzano la fotosintesi del pianeta. Nel clima infuocato dell'Eocene, specie come ficus, leguminose e magnoliacee invadono territori oggi temperati o sub-polari. I carotaggi di pollini fossili provano la presenza di fitte foreste pluviali in Groenlandia e alle Svalbard. La morsa di gelo dell'Oligocene inverte la marcia. Il blocco tropicale arretra verso l'equatore. Sopravanzano le foreste decidue temperate. Essenze arboree come querce, faggi e olmi sopportano le rigide temperature invernali. Un cambio strutturale degli ecosistemi. L'adattamento a nuove fibre vegetali plasma l'anatomia dell'intero spettro degli erbivori paleogenici.

Fine

Verso il Neogene

Nessun cataclisma improvviso. Nessun impatto. Il limite tra Paleogene e Neogene, 23 milioni di anni fa, è una transizione ecologica fluida. I ghiacci in Antartide si ispessiscono. Il livello dei mari subisce una flessione. L'arretramento della fascia arborea cede spazio vitale alle grandi praterie. Sfide biomeccaniche inedite per la fauna. È l'alba di un mondo progettato per la biomeccanica dei grandi mammiferi da pascolo: l'habitat perfetto per lo sviluppo dei futuri cavalli e antilopi.

Curiosità

Rocce del Pakistan, 50 milioni di anni fa. Qui i paleontologi hanno portato alla luce il Pakicetus. Anatomia da lupo, abitudini semi-acquatiche. Quattro zampe robuste. Denti adattati a trattenere prede scivolose. Eppure, le bolle timpaniche del cranio lo legano alla linea di discendenza delle balene. In 15 milioni di anni, l'evoluzione atrofizza gli arti posteriori della specie. Sviluppa propulsori caudali. Un interno ramo di mammiferi quadrupadi inverte la rotta e colonizza gli abissi. Il record fossile di questa metamorfosi biologica è tra i più completi della paleontologia.