Skip to main content
Migrazione dei Mammut Lanosi
Un'immensa mandria di mammut lanosi in migrazione attraverso una tundra glaciale aperta, all'alba. Una pallida luce ambrata filtra attraverso la fitta nebbia all'orizzonte, delineando le sagome dei loro corpi massicci e delle zanne ricurve contro un cielo blu acciaio e nuvoloso. Il terreno è ghiacciato e screpolato, con chiazze di erba secca e ghiaccio. Il respiro degli animali si alza come vapore nell'aria gelida. La composizione è ampia e malinconica: un mondo sull'orlo dell'estinzione, eppure ancora vivo.

Cenozoico

Istante in cui i mammiferi ereditano la Terra

Il Cenozoico è la nostra casa geologica. Iniziato 66 milioni di anni fa sulle ceneri di un mondo estinto, segna l'istante in cui i mammiferi ereditano la Terra, spingendo le loro anatomie a occupare mare, aria e suolo fino a generare una specie capace di catalogare l'universo.

Dal greco "vita recente". È l'era più breve delle tre frazioni del Fanerozoico. Dura da 66 milioni di anni e non è ancora terminata: la civiltà umana prospera nei confini stratigrafici del suo ultimo periodo, il Quaternario. È la sequenza temporale che disegna le coste moderne e insedia le attuali catene alimentari.

I periodi del Cenozoico

Paleogene — da 66 a 23 milioni di anni fa

Il pianeta si svuota, i mammiferi si espandono. Dalle taglie dei roditori emergono primati, ungulati e cetacei che fanno ritorno in mare aperto. Uccelli terrestri giganteschi provano a sottrarre il ruolo di vertice predatorio ai mammiferi.

Neogene — da 23 a 2,6 milioni di anni fa

L'apice della fauna moderna. I mari d'erba si allargano. Cavalli, elefanti, rinoceronti, smilodonti incrociano le rotte. I primati deviano e strutturano la via delle scimmie antropomorfe.

Quaternario — da 2,6 milioni di anni fa a oggi

L'era del ghiaccio. Le calotte avanzano, il livello dei mari collassa. In Africa, la biologia innesca un salto cognitivo: il genere Homo affina l'anatomia, piega il fuoco e invade le latitudini continentali.

L'ecosistema del Cenozoico

Clima e geografia

Un crollo termico lungo milioni di anni. Dal picco rovente dell'Eocene (50 milioni di anni fa), dove le palme crescevano prossime ai poli, il pianeta avvia un raffreddamento cronico. L'Antartide ghiaccia 34 milioni di anni fa. Con il Quaternario, l'orbita e la tettonica scatenano i battiti glaciali: scudi di ghiaccio chilometrici si alternano ai periodi interglaciali, come l'Olocene, l'epoca climatica tollerante in cui fioriscono le nostre metropoli.

Fauna

I mammiferi fanno loro ogni habitat. I cetacei scendono negli abissi. I pipistrelli riempiono i cieli notturni. Mastodonti e branchi di erbivori modificano il suolo calpestato. Dal Pleistocene africano si solleva la linea degli ominidi: da Homo habilis ad Homo erectus, fino all'Homo sapiens. Una creatura in grado di spezzare per la prima volta i limiti del proprio ecosistema.

Flora

Le piante da fiore consolidano l'assedio globale, ma il vero asso nella manica del Cenozoico ha lame sottili: le graminacee. Da 34 milioni di anni fa, la resistenza dell'erba alla siccità e al freddo trasforma le foreste chiuse in immense praterie, steppe e savane. Un'ingegneria botanica che addestra i grandi erbivori alla corsa e forgia la dentatura dei carnivori inseguitori.

Fine

Siamo ancora qui

La linea cronologica è aperta. Stiamo correndo lungo i margini dell'Olocene, ma la chimica, le trivellazioni e la deforestazione umana stanno spingendo molti stratigrafi a delineare una nuova epoca: l'Antropocene. Abbiamo alterato i cicli del carbonio e i sedimenti globali con una ferocia pari alle forze tettoniche.

Curiosità

A 5,96 milioni di anni fa, la spinta tettonica serrò lo Stretto di Gibilterra. L'acqua atlantica smise di entrare, e sotto il sole pliocenico, il Mediterraneo evaporò. Fu la Crisi di salinità del Messiniano: per mezzo milione di anni un abisso di sale torrido spaccò l'Europa dall'Africa, prima di essere sommerso dall'alluvione più rapida della storia geologica.