Neogene
Il Neogene delinea l'assetto della Terra moderna. Da 23 a 2,6 milioni di anni fa, per oltre 20 milioni di anni, le placche tettoniche si incastrano nelle loro posizioni definitive. Clima severo. Stagionalità marcatissima. Dominio assoluto delle praterie continentali. I mammiferi toccano il vertice della specializzazione. In un lembo di savana africana, un primate modifica la postura. Nasce il genere Homo. Il nome greco fissa la "nuova origine" di linee genetiche in gran parte attive ancora oggi. Identificato a metà Ottocento, i confini stratigrafici del Neogene sono stati ratificati a livello internazionale solo nel 2004.
L'ecosistema del Neogene
Clima e geografia
Le temperature crollano. L'inverno geologico avviato nell'Oligocene precipita. I ghiacci in Antartide accumulano spessore. A ridosso dei 2,6 milioni di anni fa, la glaciazione aggredisce l'emisfero nord. Groenlandia e Nord America si coprono di calotte. È l'anticamera del Quaternario.
A livello geografico, il vero motore ecologico scatta 3 milioni di anni fa. Il fondale si innalza ed emerge l'istmo di Panama. Le Americhe si fondono. Oceano Atlantico e Pacifico chiudono la loro comunicazione equatoriale. Si innesca il Grande Scambio Americano. Barriere infrante. Cavalli, tapiri e lama premono verso sud. Bestioni corazzati come i gliptodonti, bradipi giganti e capibara invadono il nord. Una migrazione di biomassa gigantesca. Sul fronte euroasiatico, lo scudo africano comprime le placche europee. Il mare di Tetide scompare per sempre. Lo scontro crostale solleva i blocchi delle Alpi e dei Pirenei.
Fauna
Gli sterminati spazi aperti selezionano biometrie imponenti. L'era della megaerbia. Sulle steppe eurasiatiche e nordamericane prosperano equidi arcaici, dal Merychippus fino alle prime varianti di Equus. L'orizzonte pullula di rinoceronti, mastodonti e antenati della linea elefantina come il Mammut e lo Stegodon. Savane sature di prede attraggono predatori massicci. Il Machairodus inaugura la stirpe letale dei felini dai denti a sciabola. Sotto la superficie degli oceani, la rete trofica si assesta sulle forme attuali: delfini, orche e balenottere filtratrici dettano legge nelle acque pelagiche.
In Africa, il bivio genetico definitivo. Attorno a 7 milioni di anni fa, avviene la scissione evolutiva tra scimpanzé e ominidi. Il bipedismo si afferma stabilmente con gli Australopiteci. I frammenti di Sahelanthropus tchadensis, estratti nelle sabbie del Ciad, tracciano la fase pionieristica di questo mutamento. Cranio ridotto, forame magno posizionato per la deambulazione eretta. La sequenza verso Homo sapiens è innescata.
Flora
Le vere trionfatrici del Neogene sono le graminacee. Le erbe estirpano le foreste. La riduzione cronica delle precipitazioni desertifica ampie fasce di latitudini medie. In Africa esplode la savana. L'America del Nord vede la formazione delle Grandi Pianure. L'Eurasia è inghiottita dalle steppe. L'erba, impregnata di microscopici granuli di silice (fitoliti), è altamente abrasiva. I mammiferi devono adattare lo smalto. Sopravvivono esclusivamente erbivori provvisti di denti ipsodonti: corone ad altissima resistenza meccanica. Un ecosistema di prede in corsa esige carnivori capaci di scatti balistici. Le antiche foreste pluviali arretrano, isolandosi lungo l'equatore. In Nord America ed Europa si consolidano le foreste decidue temperate.
Fine
Verso il Quaternario
A 2,6 milioni di anni fa, il confine del Quaternario congela il pianeta. I cicli glaciali asportano miliardi di litri d'acqua dall'oceano per bloccarli nelle calotte dell'emisfero nord. Il livello dei mari si inabissa per oltre 100 metri. Le piattaforme continentali affiorano. Corridoi di fango e roccia, come la Beringia tra Siberia e Alaska, connettono zolle isolate. Ponti terrestri battuti da ondate migratorie di megafauna e, in seguito, dalle prime ondate ominidi. Il Neogene consegna i suoi habitat. E il genere Homo è pronto a sfidarli.
Curiosità
Fine del Miocene. 5,96 milioni di anni fa. La morsa tettonica serra lo Stretto di Gibilterra. Il flusso dell'Atlantico è interrotto. La spinta solare innesca un'evaporazione massiccia. Il Mar Mediterraneo si prosciuga. Una voragine desertica, soffocata da croste di sale e gesso, scende a oltre tre chilometri sotto l'attuale livello del mare. È la Crisi di salinità del Messiniano. A 5,33 milioni di anni fa, lo sbarramento geologico collassa. L'Atlantico sfonda l'argine. Un fronte d'acqua catastrofico, la più potente cascata mai esistita sulla Terra. Miliardi di metri cubi riversati al secondo. Il bacino mediterraneo si riempie in pochissime migliaia di anni. Chilometri di depositi salini riposano ancora oggi sotto le fondamenta delle nostre coste.
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