Cretaceo

Velociraptor

Il velociraptor, il cui nome significa letteralmente “rapido rapace”, era un teropode carnivoro, che visse nel territorio dell’odierna Mongolia nel cretaceo superiore, 74-70 milioni di anni fa.

il Velociraptor è un rappresentante  della famiglia dei dromesauridi come Deinonychus e Achillobator, ma decisamente più piccolo.

Anche il velociraptor appartiene a quel gruppo di dinosauri che, resi celebri dal grande schermo, sono ormai noti a tutti. Dalle memorabili scene in Jurassic Park e Jurassic World, dove il velociraptor Blue veniva addirittura ammaestrato, alle note della canzone Velociraptor del gruppo inglese Kasabian, all’automobile Velociraptor della casa automobilistica Ford, il nome di questo carnivoro ci accompagna quotidianamente.

Il carnivoro più intelligente del Jurassic Park era in realtà un dinosauro piccolo oltre che molto aggressivo, più o meno delle dimensioni di un odierno tacchino. Ciò nulla toglie ad un rettile preistorico di straordinario interesse che oggi sappiamo essere stato ricoperto di piume, fulgido esempio di come la linea evolutiva dei dinosauri abbia condotto agli odierni uccelli.

Velociraptor in un immagine del fil Jurassic World

La scoperta del Velociraptor

Il primo ritrovamento del velociraptor è datato agosto 1923, ed avvenne nel Deserto del Gobi in Mongolia ad opera del paleontologo Peter Kaisen, nell’ambito di una spedizione organizzata dall’American Museum of Natural History. Come spesso accade per una nuova scoperta, l’attribuzione del merito e la successiva classificazione della specie rinvenuta non furono immediate. Molti testi per un certo tempo hanno attribuito la scoperta a Roy Chapman Andrews, il capo della spedizione, ma oggi il merito è unanimamente riconosciuto a Kaisen dalla comunità scientifica. A quest’ultimo non va invece l’onore dell’attribuzione del nome del nuovo dinosauro, che va invece al presidente dell’American Museum of Natural History Henry Fairfield Osborn. Il nome inizialmente scelto per il nuovo rettile preistorico rinvenuto fu quello di “ovoraptor”, ma in seguito fu definitivamente cambiato in “velociraptor mongoliensis”, ossia “rapido rapace della Mongolia”. Oggi il genere velociraptor è costituito da due tipologie molto simili di rettile carnivoro, il velociraptor mongoliensis già citato ed il velociraptor osmolskae, classificato da Godefroit e altri nel 2008, di cui si hanno reperti più frammentari.

Velociraptor senza piume

Caratteristiche fisiche del velociraptor, un predatore con le piume

Il velociraptor  era un carnivoro, un piccolo predatore lungo circa 2 metri ed alto tra i 50 ed i 70 centimetri. Le fauci mostravano una dentatura disposta su un’unica fila di circa 30 denti seghettati che, tipici dei carnivori, erano atti ad afferrare e trattenere la preda.
La coda era flessibile e la sua conformazione ossea sembra suggerire che venisse tenuta rigida dal rettile in modo da bilanciare il corpo.
Le zampe anteriori, più corte di quelle posteriori, erano comunque ampie e dotate di tre artigli.
La caratteristica fisica più nota del velociraptor risiede nelle zampe posteriori, zampe da scattista e munite di un grande artiglio sul dito centrale che il rettile usava come un falcetto per dilaniare la preda.
La corporatura snella e zampe posteriori muscolose, facevano del carnivoro uno scattista, ma in misura molto ridotta a quanto apparso sul grande schermo.
Il velociraptor era piccolo e, pertanto, la sua falcata ridotta: si pensa potesse raggiungere i 36 km orari, velocità sufficiente a catturare prede di piccola taglia, ma che non gli avrebbe consentito di battere un odierno centometrista.

Nel 2007 durante alcune spedizioni archeologiche in Germania e Cina, vennero alla luce reperti che mostravano piccole ed equidistanti protuberanze ossee sulle ulne delle zampe anteriori del rettile, l’inconfondibile segno dell’attaccatura di piume.
Il piumaggio dei dinosauri è la più straordinaria novità che ha caratterizzato le scoperte paleontologiche degli ultimi anni, una rivoluzione del nostro immaginario collettivo che getta nuova luce sul percorso evoluzionistico del velociraptor e dei dinosauri in generale.

Curiosità sul velociraptor: la vita e la predazione

Il velociraptor mongoliensis, dunque, è vissuto nel tardo cretaceo in quello che oggi è il territorio centro-asiatico della Mongolia, nel Deserto del Gobi. Il sito, uno tra i migliori al mondo in cui cercare fossili di dinosauro, ha visto affiorare dalla terra ossa di velociraptor numerose altre volte dopo la prima, gloriosa, spedizione del 1923. Negli anni ‘70 dello scorso secolo un ritrovamento ha regalato una delle più belle immagini di velociraptor di sempre. La paleontologa polacca Z. Kielan Jaworowska rinvenne in Mongolia i resti fossili di due dinosauri avvinghiati l’uno all’altro e straordinariamente conservati. Si trattava di un velociraptor in lotta con un protoceratopo (protoceratops), un noto dinosauro erbivoro tipico del deserto del Gobi delle dimensioni di un odierno maialino da latte. Il velociraptor affondava il suo artiglio retrattile nel collo del protoceratopo che tentava di divincolarsi, i due poi finirono per affondare in una pozza di fango così da giungere perfettamente intatti fino a noi. L’immagine era straordinaria, se ne poteva cogliere tutta la drammaticità, una vera istantanea di 70 milioni di anni fa.
Ciò fornisce anche l’idea di quella che poteva essere la vita quotidiana dell’antico predatore.

Nonostante la generalizzata credenza che i velociraptor cacciassero in branco, non vi sono prove a sostegno di ciò. I ritrovamenti sono stati finora di esemplari isolati, il che non è sufficiente nè a smentire nè a corroborare la tesi della vita e della predazione in gruppo.
Quello che si penza oggi è che il velociraptor passasse buona parte del suo tempo a cacciare altri rettili di piccola taglia, come appunto il protoceratops, forte delle sue virtù di scattista.
Nel 2012 il paleontologo Hone e i suoi colleghi scoprirono che il velociraptor poteva anche nutrirsi di piccoli pterosauri, qualora fosse riuscito a catturare chi, al posto delle piume, aveva le ali.