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Mare del Siluriano

Siluriano

Il periodo Siluriano (da 443,4 a 419,2 milioni di anni fa)

Il periodo Siluriano (da 443,4 a 419,2 milioni di anni fa) scandisce il crocevia biologico più atteso: l'abbandono dell'ambiente acquatico. La marcia sulla terraferma non è un'incursione improvvisa, ma la somma di mutazioni durate millenni. Battezzato in onore dei Siluri, tribù gallese, il periodo comprime in soli 24 milioni di anni una catena ininterrotta di eventi epocali.

L'ecosistema del periodo Siluriano

Clima e geografia

Il clima cancella la glaciazione ordoviciana. Il ghiaccio fonde, gli oceani si alzano e le piattaforme rocciose tornano ad allagarsi, ripristinando vivai acquatici poco profondi. Le temperature riprendono a salire. Il fattore determinante, tuttavia, riguarda l'ossigeno atmosferico, che raggiunge parametri paragonabili a quelli odierni: la precondizione tecnica per la respirazione aerea.

Mentre Gondwana resta radicato a sud, Laurentia e Baltica si scontrano, innescando la colossale orogenesi caledoniana. Nasce una catena montuosa continua che taglia l'attuale Scandinavia e si salda alla Groenlandia. Il dilavamento di questi massicci scarica nei mari tonnellate di minerali nutritivi.

Fauna

I recinti oceanici tornano a brulicare. Echinodermi, brachiopodi e molluschi ripopolano le barriere coralline in espansione. Ma il Siluriano appartiene ai predatori innovativi. Tra i pesci compaiono i primi apparati mascellari e dentari operativi: gli Acantodi (squali spinosi) e i primi Elasmobranchi riscrivono le regole della caccia. Fossili come l'Andreolepis mappano lo sviluppo dei meccanismi di sostituzione seriale dei denti. I pesci conquistano anche le acque dolci.

Il vero fronte si sposta sui litorali. I primi artropodi terrestri forzano il confine marino. Scorpioni primitivi e millepiedi si avventurano sulle rive anfibie, mentre le acque salmastre costiere sono pattugliate dall'Eurypterus: lo "scorpione marino gigante" che rasenta il metro di lunghezza. La testa di ponte continentale è stabilita.

Flora

Sulla crosta terrestre siluriana si insediano le prime piante vascolari. Si tratta di fusti di pochi millimetri, sprovvisti di foglie o radici stratificate, ma ingegnerizzati con vasi linfatici capaci di contrastare la gravità e disidratazione. La Cooksonia, uno stelo cilindrico che culmina con sacche di spore, è il modello capostipite dell'architettura vegetale. Le lande interne restano un deserto esposto, ma lungo le fasce costiere il pianeta comincia a respirare clorofilla.

Video

00:00 - Cosa è il Siluriano
01:27 - Come era la Terra?
03:50 - Clima ed evoluzione dei continenti nel Siluriano
05:39 - La vita nel Siluriano
07:15 - La comparsa di pesci "migliori"
08:00 - Gli scorpioni di mare giganti
09:45 - La timida conquista della terraferma
12:21 - Gli eventi degni di nota
15:01 - Le rocce Siluriane più importanti
17:33 - Il 9% delle riserve di petrolio al mondo
18:45 - Conclusione

Video a cura di Kangeon - Segui il canale

Fine

Verso il Devoniano

Nessun collasso catastrofico arresta il Siluriano. L'epoca si chiude con fluttuazioni eustatiche cicliche e micro-estinzioni selettive. I pesci gnatostomi (dotati di mascella) perfezionano la balistica predatoria, i tetrapodi basali spingono verso l'entroterra e le spore vascolari affondano nel terreno minerale. Il Siluriano costruisce il telaio; il Devoniano metterà in moto il motore.

Curiosità

I milioni di turisti che si affacciano sulle Cascate del Niagara guardano dritto nel Siluriano. I possenti gradini di calcare e dolomia che frangono le acque si sono sedimentati in bacini epicontinentali circa 430 milioni di anni fa. La potenza idraulica odierna scorre e divora un fondale oceanico paleozoico.