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Permiano

Il periodo Permiano (da 298,9 a 252,2 milioni di anni fa)

Il Permiano (da 298,9 a 252,2 milioni di anni fa) è il capitolo conclusivo dell'era Paleozoica. Una marcia di 47 milioni di anni sotto il sole arido della Pangea, prima di sbattere in pieno contro l'evento termico più distruttivo mai generato dal nostro pianeta: la "Grande Morte". Identificato dai calcari moscoviti dal britannico Roderick Murchison nel 1841, porta il nome della regione russa di Perm.

L'ecosistema del periodo Permiano

Clima e geografia

Il Permiano costruisce il monolito tettonico per eccellenza: la Pangea. Quasi tutte le zolle continentali convergono in un'unica piastra ininterrotta circondata dall'oceano globale Pantalassa. La fisica del clima è brutale: le zone centrali del blocco, private dell'umidità marittima, inaridiscono trasformandosi in fornaci continentali con estreme escursioni termiche. I ghiacciai permastri fondono in favore di un innalzamento termico continuo. Il Permiano asciuga la Terra.

Fauna

La carenza idrica consolida l'impero dei rettili Sinapsidi (una singola fossa cranica temporale). Nella fase iniziale dominano i possenti Pelicosauri: il predatore di punta è il Dimetrodon. Armato di fauci dilanianti e di una vela dorsale di tre metri per la termoregolazione vascolare (e totalmente avulso dall'albero genealogico dei dinosauri).

Nel Permiano medio, la linea sinapside affina il metabolismo nei Terapsidi, creature sempre più morfologicamente affini ai mammiferi come Lystrosaurus e il massiccio cacciatore Cynognathus. Parallelamente compaiono i rettili diapsidi basali: i primi Arcosauri affilano i denti nell'ombra. Sono i progetti genetici da cui il Mesozoico forgerà coccodrilli e dinosauri.

Flora

Le umide regine carbonifere vengono spazzate via. Prosperano solo apparati vegetali concepiti per blindare i liquidi interni: si diffondono felci da seme, ginkgofite e le prime vere conifere in grado di espellere resina. L'emisfero sud è fittamente colonizzato dai generi decidui Glossopteris. Verso la fine, le rudimentali protoangiosperme testano schemi biologici che detoneranno, milioni di anni dopo, nel primo fiore.

Fine

La Grande Morte

A 252,2 milioni di anni fa, il sistema planetario collassa. La roccia siberiana si squarcia sotto la pressione dei Trappi Siberiani, uno spandimento basaltico oceanico che dura migliaia di anni. In appena 60.000 anni geologici, megatoni di magma eiettano in atmosfera volumi apocalittici di anidride solforosa, CO₂ e metano.

La spirale chimica è letale: l'effetto serra termostata l'aria a temperature letali. Le piogge acide bruciano i suoli. Gli oceani, bollenti e privati dell'ossigeno disciolto, divengono piscine anossiche acide governate da batteri solforati. La Grande Morte estingue il 96% della vita marina e il 70% dei vertebrati terrestri. L'albero della vita è troncato alla base. Serviranno 10 milioni di anni per pulire i cieli, ma dai pochi terapsidi e arcosauri sopravvissuti, prenderà il comando il Triassico.

Curiosità

I fondali ospitavano lo squalo cartilagineo Helicoprion, dotato della più complessa patologia dentaria nota. La sua mascella ospitava una spirale continua di denti triangolari simile a una sega circolare. Per un secolo, anatomisti e scienziati hanno errato nel tentare di posizionare l'organo sul dorso o sulla proboscide. Soltanto l'intervento tomografico computerizzato ad alta risoluzione, nel 2013, ha sciolto il paradosso meccanico: l'organo operava esattamente incassato nella cartilagine della mascella inferiore, affettando le prede.