Skip to main content

Ordoviciano

Il periodo Ordoviciano (da 485,4 a 443,4 milioni di anni fa)

Il periodo Ordoviciano (da 485,4 a 443,4 milioni di anni fa) rappresenta la fase di espansione occulta della biosfera. Meno celebrato del Cambriano, ospita un picco di biodiversità marina che quadruplica il numero di specie note. Il termine deriva dagli Ordovici, antica tribù celtica stanziata in Galles. Sono 42 milioni di anni di radiazione evolutiva accelerata, bruscamente interrotti da un tracollo termico globale.

L'ecosistema del periodo Ordoviciano

Clima e geografia

Nei millenni iniziali, il pianeta mantiene la fornace cambriana. Mari epicontinentali sommergono le placche terrestri. Il supercontinente Gondwana occupa l'emisfero sud, mentre blocchi frammentati — Laurentia, Baltica e Avalonia — derivano nelle acque aperte dell'oceano Giapeto.

Poi l'equilibrio cede. Nel tardo Ordoviciano, il Gondwana scivola in esatta corrispondenza del polo sud, innescando una glaciazione massiva. Le calotte di ghiaccio sequestrano milioni di chilometri cubi d'acqua, i mari si ritirano e le temperature crollano. Un collasso climatico che da serra tropicale precipita in era glaciale.

Fauna

La radiazione ordoviciana satura gli ecosistemi sommersi. Coralli, crinoidi, brachiopodi e molluschi colonizzano la totalità dei fondali, erigendo le prime barriere coralline strutturate. I Trilobiti mutano, differenziando centinaia di nuove morfologie per sfruttare le variazioni di pressione e luminosità.

I vertebrati compiono il salto. I fossili restituiscono i primi veri pesci Agnati (o Ostracodermi), dotati di una spessa armatura ossea a piastre. Privi di mascelle, setacciano il fondale aspirando nutrienti bentonici: i "mangiatori di fango" tracciano la linea genetica per tutti i futuri vertebrati superiori. Sulla terraferma il vuoto è rotto solo da cianobatteri microscopici e funghi umidi.

Flora

La botanica terrestre ordoviciana è assente alla vista. Nelle profondità marittime, le macroalghe reggono il carico dell'intera rete alimentare. Sulle zone costiere battute dalla risacca emergono muschi batterici e funghi incrostanti, ma le cellule vegetali non dispongono ancora di lignina o radici. I primi pionieri lasciano traccia solo alla fine del periodo: i sedimenti intrappolano rudimentali spore di crittogame. La colonizzazione verde bussa ai margini continentali.

Fine

La prima grande estinzione

L'Ordoviciano si schianta contro la prima grande estinzione di massa. Il blocco glaciale abbassa il livello degli oceani, desertificando i floridi habitat di piattaforma continentale. Le correnti si raffreddano bruscamente. Tra il 60% e il 75% delle specie marine viene cancellato. È la seconda strage ecologica più letale mai registrata sul pianeta, inferiore solo al cataclisma permiano. La vita si contrae negli abissi e resiste in attesa del disgelo siluriano.

Curiosità

L'astrofisico Adrian Melott ha pubblicato nel 2003 un'ipotesi radicale: il collasso ordoviciano fu innescato da un lampo gamma (gamma-ray burst). L'esplosione mirata di una stella supermassiccia, distante 6.000 anni luce, avrebbe squarciato lo strato di ozono terrestre, sterilizzando le acque superficiali con ondate mortali di radiazioni ultraviolette. Un'estinzione planata dallo spazio profondo.