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Cambriano

Il periodo Cambriano (da 541 a 485,4 milioni di anni fa)

Il periodo Cambriano (da 541 a 485,4 milioni di anni fa) segna il primo capitolo dell'era Paleozoica. In questo intervallo geologicamente breve, la vita compie il suo balzo evolutivo più drastico. Il nome deriva da Cambria, l'antico toponimo del Galles, dove le prime sequenze rocciose furono identificate e mappate. Un'etichetta pacifica per l'evento più dirompente della stratigrafia terrestre: l'esplosione cambriana.

L'ecosistema del periodo Cambriano

Clima e geografia

Nel Cambriano la geografia del pianeta ignora le latitudini attuali. La massa delle terre emerse si ammassa nell'emisfero meridionale, preludio geologico del supercontinente Gondwana. L'85% della superficie globale scompare sotto mari epicontinentali caldi, poco profondi e inondati di luce solare. È l'incubatrice perfetta per la macrofauna marina. I livelli di anidride carbonica spingono le temperature ben oltre le medie odierne, sciogliendo ogni traccia di calotta polare. La terraferma resta un deserto minerale e silenzioso: l'evoluzione ha scelto l'oceano per il suo primo grande esperimento.

Fauna

L'esplosione cambriana condensa in meno di 25 milioni di anni la comparsa di quasi tutti i piani corporei animali oggi noti. Artropodi, molluschi ed echinodermi saturano le nicchie ecologiche. I Trilobiti dettano legge. Di questi artropodi corazzati si contano oltre 15.000 specie fossili, un dominio assoluto che battezza l'intero Paleozoico come "età dei Trilobiti".

Al vertice della catena alimentare nuota l'Anomalocaris: un predatore invertebrato provvisto di appendici prensili, lungo fino a un metro. È il leone dei mari cambriani. L'Opabinia sovverte invece ogni logica anatomica con i suoi cinque occhi e una proboscide frontale, un reperto talmente alieno che la sua prima presentazione accademica scatenò le risate della platea di paleontologi. A fine periodo emergono i primi vertebrati marini: pesci agnati privi di mascella dotati di scheletro cartilagineo, come Pikaia e Myllokunmingia. Inizia il regno dei cordati.

Flora

I continenti cambriani ignorano la fotosintesi complessa. Sott'acqua proliferano alghe verdi, rosse e cianobatteri, affiancate dalle prime spugne costruttrici. Questi organismi formano il motore trofico primario, fornendo energia ai filtratori bentonici. Le piante vascolari non esistono. La roccia nuda dovrà attendere 100 milioni di anni prima di subire il primo assalto della vita vegetale.

Fine

Verso l'Ordoviciano

Nessun cataclisma apocalittico chiude il Cambriano. Il periodo sfuma attraverso un tracciato di estinzioni minori, guidate dalle fluttuazioni del livello eustatico marino e da brusche variazioni chimiche nelle correnti oceaniche. Molte specie pioniere scompaiono. I Trilobiti incassano il colpo, ma mantengono il controllo dei fondali. L'esplosione cambriana aveva acceso la miccia; l'Ordoviciano la trasformerà in incendio.

Curiosità

Gli scisti di Burgess in Canada, scoperti nel 1909 da Charles Walcott, custodiscono un'anomalia tafonomica rarissima. Il fango ha fossilizzato le parti molli degli organismi cambriani eludendo i normali processi di decomposizione. Senza questa finestra stratigrafica, la morfologia spiazzante di predatori come l'Anomalocaris o l'Opabinia sarebbe svanita nel nulla geologico.