Immaginate un velociraptor sotto steroidi, ma trasportato indietro all'alba dei tempi: l'Herrerasaurus è il "prototipo" del predatore perfetto. Grande quanto una berlina familiare, era una macchina da guerra bipede costruita per la velocità pura. Con arti posteriori potenti e una coda rigida per bilanciarsi nelle virate strette, era il centometrista olimpico del suo ecosistema, capace di seminare chiunque nel deserto dell'Ischigualasto.
La sua caratteristica più letale era la mandibola flessibile: un’articolazione speciale gli permetteva di far scorrere le ossa della mascella inferiore per trattenere prede agitate, proprio come una morsa autobloccante. Nonostante fosse un "pioniere", possedeva già artigli a falce lunghi fino a 10 centimetri, segno che il design dei grandi predatori era già perfetto fin dall'inizio.
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