Cretaceo

Mosasauro o Mosasaurus

Il Mosasaurus, la lucertola della Mosa, il T-Rex degli oceani. Potente ed aggressivo, un predatore preistorico delle dimensioni di una balena e dalla dentatura di uno squalo che solcava i mari del cretaceo. Solo il Megalodonte riusciva a tenergli testa e nessuno sfuggiva alla sua morsa. Il Mosasauro è un fulgido esempio di come la natura sia in grado di dar vita ad una macchina da guerra quasi perfetta, spaventosa ed elegante.


Scheletro di M. conodon, al Minnesota Science Museum
Scheletro di M. beaugei
Europa Occidentale
Nord America
Museo di Storia Naturale di Maastricht

La Scoperta del Mosasaurus

Il Mosasaurus non era un dinosauro ma, un rettile marino mosasauride appartenuto alla famiglia dei Lepidosauri, il primo rettile marino carnivoro del mesozoico ad essere ricostruito ed identificato. Nel 1764 in una cava di gesso di St Petersburg, località nei pressi di Maastricht nei Paesi Bassi, furono ritrovati i resti di una gigantesca lucertola preistorica che presto venne rinominata “lucertola della Mosa”, dal nome del fiume che bagna la cittadina olandese.
Intanto a Parigi, in pieno clima post-rivoluzione, George Cuvier aveva da poco tempo posto le basi della disciplina scientifica dell’anatomia comparata.
La nuova scienza divenne presto fondamentale per identificare e classificare correttamente le centinaia di reperti fossili preistorici che stavano riemergendo dalle cave minerarie in tutta Europa. E così, a partire da due gigantesche mascelle ritrovate a Maastricht, la lucertola della Mosa divenne il Mosasaurus, e ne fu subito riconosciuta la natura acquatica.

Da quel momento rinvenimenti di resti di Mosasauro si moltiplicarono in Europa e Nord America.
Anche al fisico militare tedesco Johann Leonard Hoffmann, ormai in pensione, capitò di rinvenire dei resti fossili di un grande animale marino che etichettò come un coccodrillo preistorico.
Contattò a quel punto il professore olandese Petrus Camper nel 1786 il quale, tuttavia, non si trovò d’accordo con Hoffmann e concluse invece si trattassero dei resti di una balena dai denti aguzzi, specie non conosciuta.

Il ritrovamento di Hoffmann sarà in seguito definitivamente classificato come Mosasaurus Hoffmanni, il maggiore della specie dei mosasauri.

Mosasaurus ricostruzione

Descrizione del Mosasaurus: morfologia e dimensioni

Il Mosasaurus era un rettile marino enorme, solo in parte simile alle nostre lucertole, ai nostri coccodrilli o alle nostre iguane. In qualche modo era un parente degli attuali varani, la cui specie più grande oggi presente in natura è il varano o drago di Komodo. In media il Mosasauro misurava 10 metri di lunghezza, che potevano diventare 18 nel caso del Mosasaurus Hoffmanni. Il cranio era veramente impressionante: era allungato e flessibile, poteva raggiungere i 2 metri di lunghezza ed era corredato di una lunga fila di denti aguzzi e ricurvi lunghi fino a 10 cm. Le zampe, ampie e palmate, simili a quelle delle attuali anatre, facevano del rettile un abilissimo nuotatore. La coda lunga e poderosa era anche appiattita in modo da consentire al rettile marino dei movimenti eleganti, rapidi e sinuosi. Scoperte recenti hanno svelato che alcuni degli esemplari più evoluti possedevano, al termine della coda, falchi a mezzaluna come quelli degli attuali squali, caratteristica che rendeva la nuotata più stabile e meno serpentina. Alcune immagini che invece ritraaggono il rettile come dotato di una cresta dorsale sono il frutto di iniziali errate ricostruzioni fossili. Si stima che il Mosasauro potesse pesare fino a 15 tonnellate, un vero peso massimo anche se confrontato con molti dinosauri che a quel tempo si aggiravano sulla terraferma.

I Mosasauri possedevano una pelle a scaglie che sono simili a quella dei serpenti attuali, a forma di diamanti sovrapposti, con alcune differenze nella trama riscontrate in reperti diversi, forse la forma e le dimensioni delle scaglie erano una risposta adattiva agli ambienti locali.

Una straordinaria e recentissima scoperta del 2014 pubblicata sulla rivista Nature da J. Lindgren et al. della Lund University dimostrava che i Mosasauri avevano pigmentazione della pelle simile a quella degli attuali squali o delle orche. La presenza di melanina rinvenuta nelle scaglie dell’antico rettile marino lo ridipingeva infatti di un nero intenso sul dorso e di bianco sul ventre.

La dieta e la predazione

Il Mosasauro era un formidabile predatore marino. Era solito nuotare vicino la superficie dell’acqua cogliendo di sorpresa anche potenziali prede al di sopra del livello del mare. Oggi i ritrovamenti mostrano come il rettile marino cacciasse in quasi tutti i mari del Cretaceo. Grazie alla potente e sinuosa coda si stima potesse raggiungere i 50 km/h. La dentatura del Mosasauro era perfetta per arpionare la preda e la curvatura dei denti faceva in modo che essa non potesse sfuggire. Sprovvisto di molari e grazie a due piccole file di denti ausiliari poste sul fondo del palato, il Mosasaurus ingoiava le proprie prede quasi intatte. Al museo di storia naturale di Rapid city in North Dakota, USA, oltre allo scheletro è possibile osservare un reperto di straordinaria importanza per i paleobiologi, ossia i resti fossili dell’ultimo pasto di un Mosasaurus adulto lungo quasi 10 metri. Tra i resti si possono notare pesci, rettili marini, uccelli o rettili volanti e anche altri Mosasauri più piccoli che il Mosasauro più grande aveva predato. Studi recenti dimostrano come nei mari del cretaceo si svolgesse una lotta alla pari tra Mosasauri e squali dell’epoca: denti di squalo sono stati infatti ritrovati conficcati nelle ossa fossili dei primi, e morsi di Mosasaurus nei reperti ossei dei secondi. Naturalmente gli squali del tempo erano di stazza superiore agli attuali ed arrivavano a dimensioni enormi nel caso del Megalodon, pertanto è reale che che nei mari dell’epoca si potessero svolgere scontri Mosasauro Vs Megalodonte. Altre prede sempre presenti nella dieta del Mosasaurus erano le ammoniti, come dimostrano i ritrovamenti dei segni di morsi del rettile sui reperti di queste ultime. Si ritiene che le ammoniti fossero la principale fonte di cibo per il predatore in aree o periodi in cui i banchi di pesce scarseggiassero.

Il dinosauro marino più famoso, grazie a Jurassik World

Rispetto ad altri rettili estinti il Mosasaurus non ha mai goduto di grande fama se non tra gli esperti del settore o i più piccoli appassionati di dinosauri, instancabili ricercatori.
Di recente però, grazie al film hollywoodiano Jurassic World, anche l’antica lucertola della Mosa è salita alla ribalta delle scene e lo ha fatto nel modo più spettacolare, diventando il dinosauro marino più famoso. Nel film infatti il Mosasaurus è una delle principali attrazioni del parco a tema ed è possibile ammirarlo in un bacino artificiale comodamente seduti sugli spalti. Sebbene le sue dimensioni siano state leggermente alterate per motivi cinematografici, il Mosasauro è sicuramente una delle attrazioni più spettacolari del Jurassic World che ha avuto il merito di portare questo straordinario rettile nell’immaginario collettivo.