Skip to main content

Archeano

L'Eone Archeano (da 4.000 a 2.500 milioni di anni fa)

L'Eone Archeano copre circa 1,5 miliardi di anni. Quasi tre volte l'intera era Paleozoica. Il termine deriva dal greco archaios, "antico". Segna il punto geologico di non ritorno: un pianeta incandescente si raffredda in un mondo solido. Compaiono i primi oceani. Emergono le prime terre stabili. Nascono i primi organismi viventi. Il caos geologico del precedente eone Adeano si ritira. L'ordine strutturale della Terra prende forma.

L'ecosistema dell'eone Archeano

Clima e geografia

Il cielo non è azzurro. È arancione-rossastro. L'atmosfera è priva di ossigeno libero, satura di metano, anidride carbonica e azoto. Il Sole brilla al 70-75% della sua luminosità odierna. Un violento effetto serra trattiene il calore atmosferico: le temperature superficiali restano miti. Niente calotte polari. Niente stagioni.

Dal mantello fuso affiorano le prime croste continentali leggere: i cratoni. Sono nuclei rocciosi piccoli e instabili, costantemente distrutti e riplasmati da un vulcanismo estremo e da frequenti impatti meteoritici. Affioramenti geologici in Sudafrica (Cintura di Barberton), in Australia occidentale (Pilbara) e nel Canada nord-occidentale (Cintura di Slave) documentano la violenza di questa fase primordiale.

Gli oceani coprono quasi l'intero globo. Le acque sfiorano i 40-70 °C. Sono sature di ferro disciolto e silice, completamente anossiche. Incubatori chimici ad alta densità minerale.

Fauna

Nessun animale. Nessun invertebrato. L'Archeano ospita la vita nella sua architettura di base: i batteri anaerobici. Questi organismi unicellulari procarioti prosperano senza ossigeno, ricavando energia da reazioni chimiche di sintesi. Si aggregano attorno alle sorgenti idrotermali oceaniche — i "camini neri" — o nei fondali marini a bassa profondità.

Verso la fine dell'eone, la pressione evolutiva genera i cianobatteri. Sono batteri fotosintetici. Catturano l'energia solare. Rilasciano ossigeno come prodotto di scarto. Il loro metabolismo innescherà la Grande Ossidazione: la reazione chimica globale che renderà possibile l'evoluzione biologica futura.

Flora

Nessuna pianta complessa. Il dominio botanico appartiene alle stromatoliti. Sono strutture calcaree stratificate, edificate da fitte colonie di cianobatteri che intrappolano sedimenti rocciosi. I reperti fossili più antichi finora individuati si trovano nella formazione di Apex Chert, in Australia. Risalgono a 3,5 miliardi di anni fa.

Non sono piante. Funzionano però come le vaste foreste del Mesozoico: producono ossigeno su scala planetaria. Riscrivono la composizione atmosferica e oceanica. Fissano i parametri vitali per la fauna complessa a venire.

Fine

Verso il Proterozoico

A 2.500 milioni di anni fa, il sistema subisce una transizione di stato. I cratoni si consolidano, formando le prime vere placche tettoniche. I cianobatteri saturano le linee costiere. L'ossigeno fotosintetico reagisce con l'enorme volume di ferro disciolto negli oceani. Il metallo si ossida e precipita sui fondali, stratificandosi nelle formazioni ferrose a bande (banded iron formations), le nostre attuali e principali riserve minerarie. Esaurito il ferro oceanico, l'ossigeno invade l'atmosfera. Inizia il Proterozoico.

Curiosità

Le stromatoliti vivono ancora. A Shark Bay, in Australia occidentale, crescono colonie moderne intatte. L'acqua ipersalina della baia respinge i predatori erbivori. Sopravvivono strutture biologiche invariate da 3,5 miliardi di anni. Il più antico piano corporeo funzionante sul pianeta Terra.