Cretaceo

Spinosauro

Lo Spinosauro o meglio Spinosaurus Aegyptiacus ,non è sicuramente uno dei dinosauri più conosciuti del periodo del Cretaceo, soprattutto se lo confrontiamo con il più famoso T-rex. Eppure questo gigantesco animale preistorico era un feroce predatore, con caratteristiche sorprendenti che lo distinguevano da tutti gli altri dinosauri appartenenti alla famiglia dei rettili acquatici.

Lo Spinosauro era il dinosauro carnivoro più grande.
Il suo nome scientifico "Spinosaurus" significa "rettile con le spine" ma questo imbattibile predatore è meglio conosciuto con il nome di Spinosaurus Aegyptiacus, che in Italiano diventa Spinosauro Egiziano ad indicare il luogo di ritrovamento della maggior parte dei reperti fossili che lo riguardano.

Caratteristiche morfologiche dello Spinosauro

Gli Spinosauri avevano una lunghezza variabile tra i 15 e i 18 metri, un’altezza di circa 7 metri e un peso tra le 8 e le 20 tonnellate. Difficile tuttavia immaginarselo senza una riproduzione a grandezza naturale del suo scheletro.

Per alcuni aspetti potremmo forse paragonare lo Spinosauro ad un coccodrillo, a cui assomigliava per testa e fauci, collo lungo e coda flessibile.

A causa dell’assenza di uno scheletro completo, non c’è concordia tra i paleontologi su quale fosse la sua postura. Raffigurato quasi esclusivamente come dinosauro bipede, forse si muoveva all’occorrenza sulla terraferma utilizzando tutti e quattro gli arti, ma sicuramente il suo avanzare doveva esssere lento e difficile. Più agile probabilmente il suo movimento nell’acqua, elemento in cui si trovava più a suo agio, trascorrendovi gran parte della sua giornata e adattandovisi al punto da trasformarsi in un dinosauro acquatico.

Il cranio era lungo e stretto, con narici posizionate in modo tale da permettergli di respirare quando si muoveva a pelo dell’acqua. I denti erano diversi da quelli degli altri carnivori, la loro forma era conica e anche la loro posizione nella mascella era differente, apparentemente più indicata a catturare agevolmente prede acquatiche sguscianti.

Lo spinosaurus aveva arti anteriori lunghi fino a due metri, che terminavano con grandi artigli affilati, con i quali « arpionava » le sue prede in acqua o che usava per fare a brandelli gli avversari sulla terraferma.

Gli arti posteriori erano piuttosto possenti e le zampe erano dotate di dita piatte e distanziate fra di loro, forse anche palmate per rendere questo dinosauro capace di muoversi a proprio agio nell’acqua.

Il ritrovamento, avvenuto a Casablanca in Marocco, di uno scheletro incompleto ma con la maggior parte della struttura ossea della coda intatta, ha ridefinito la struttura muscolare ed estetica dello Spinosauro.
Di fatti grazie allo studio dello scheletro della coda si è giunti alla conclusione che lo Spinosaurus avesse la coda piatta, simile a quella dei coccodrilli, che aveva la funzione di "motore" in acqua. Grazie alla sua coda piatta infatti lo Spinosaurus Aegyptiacus si muoveva agilmente in acqua.

Una delle caratteristiche morfologiche che più contraddistingono lo spinosauro è quella che viene definita la grande "vela". Si tratta di un’apparato scheletrico che spuntava dal dorso dell’animale e che era composto da ossa ricoperte di pelle, o più correttamente spine neurali, estremamente resistenti, lunghe fino a 1,65 metri. Grazie alle protuberanze ossee di quella che sarebbe riduttivo definire una semplice cresta o gobba, sicuramente questo dinosauro non doveva passare inosservato nemmeno da lontano. L’insieme risultava imponente e forse serviva per attirare le femmine, per regolare la temperatura corporea e ancora per incutere timore nei dinosauri suoi antagonisti, fra cui il Carcarodontosauro era uno dei principali.

Ritrovamenti fossili dello Spinosauro


Lo Spinosaurus Aegypticus viveva in Africa del Nord, nella zona tra Marocco e Algeria ora occupata per lo più dal deserto del Sahara e qui, a più riprese furono ritrovati i pochi resti di Spinosauro di cui i paleontologi dispongono. Da ricordare i primissimi ritrovamenti di ossa fossili di Spinosaurus, ad opera di Richard Markgraf nel lontano 1911, di cui oggi rimangono solo tracce fotografiche a causa della loro completa distruzione nel 1944 a seguito di bombardamenti inglesi sul Museo di Storia Naturale di Monaco, dove i reperti fossili erano stati trasferiti.

Spinosauro dov'è vissuto

L'habitat dello spinosauro

L’habitat naturale a quel tempo era completamente differente rispetto ad oggi e l’attuale Sahara era attraversato da un reticolo di fiumi che rendeva l’ambiente ricchissimo di acqua. Il clima era torrido. Piane alluvionali, paludi, mangrovie e una ricca vegetazione contraddistingueva l’ambiente. Una fauna ricchissima rendeva il luogo un habitat perfetto per un dinosauro carnivoro e imponente come lo Spinosauro, che aveva necessità di nutrire abbondantemente se stesso e i suoi piccoli.

Alimentazione del dinosauro

Lo Spinosauro è stato uno dei più gradi dinosauri carnivori della preistoria e nonostante vivesse anche sulla terraferma la sua alimentazione era costituita prevalentemente di pesci e di animali che appartenevano alla fauna ittica dell’epoca (come il celacanto Mawsonia). Similmente ai coccodrilli era in grado di percepire i movimenti delle prede nell’acqua e usava gli artigli per agguantare le sue prede che non avevano scampo.
Solo occasionalmente forse si cibava di prede terrestri.

La scomparsa dello Spinosauro

Lo Spinosauro scomparve quasi all’improvviso da un punto di vista geologico.

L’habitat intorno a lui cambiò a seguito di una serie di cataclismi che generarono un improvviso ribasso delle temperature e un progressivo ritiro dell’acqua. Il cambiamento fu troppo rapido perchè lo Spinosauro potesse adattarvisi; in più le mutate condizioni climatiche avevano ampiamente ridotto le prede a disposizione per nutrire se stesso e i piccoli.

La strada dell’estinzione era perciò segnata.