Terre emerse
Sulla terraferma, la catena alimentare era ridotta all'osso e dominata dai cosiddetti "taxa disastro": specie opportunistiche e generaliste in grado di prosperare in ecosistemi devastati, caratterizzate da cicli riproduttivi rapidi e scarsa specializzazione ecologica.
Terapsidi (i "rettili-mammifero" o Sinapsidi)
Prima dell'ascesa dei dinosauri, i parenti dei mammiferi dominavano ancora la terraferma, sebbene in declino rispetto al passato.
- Lystrosaurus: È in assoluto l'animale più iconico di questo periodo. Un dicinodonte erbivoro grande circa quanto un maiale, tozzo e dotato di due piccole zanne. È famoso perché, essendo riuscito a sopravvivere all'estinzione di fine Permiano, costituiva circa il 90% della fauna terrestre del primo Triassico.
- Thrinaxodon: Un piccolo cinodonte delle dimensioni di un gatto o di una donnola. È importantissimo perché aveva il "palato secondario" (poteva respirare mentre masticava) e i fori sul muso suggeriscono la presenza di vibrisse o peli. È uno dei nostri più diretti e antichi antenati mammiferi.
- Cynognathus: Un cinodonte carnivoro più grande e robusto (lungo circa un metro), con una dentatura differenziata (da cui il nome "dente di cane") che ricorda molto quella dei mammiferi moderni.
- Moschorhinus: Un terocefalo carnivoro di grandi dimensioni, uno dei predatori apicali terrestri sopravvissuti alla grande estinzione (anche se si è estinto poco dopo l'inizio del Triassico).
Archosauromorfi (I lontani antenati di coccodrilli, pterosauri e dinosauri)
In questo scenario di desolazione compaiono in sordina i primi arcosauri(arcosauri primordiali): rettili ancora gracili e marginali, che nessuno avrebbe potuto immaginare come gli antenati dei futuri dominatori del pianeta. Da questo gruppo, nel corso del Triassico, si diramarono due stirpi destinate a cambiare la storia della vita sulla Terra: quella che avrebbe dato origine ai coccodrilli e quella che avrebbe generato i dinosauri — e, attraverso di essi, gli uccelli
In questa fase, i veri dominatori del futuro erano ancora animali di dimensioni modeste e dall'aspetto primitivo.
- Proterosuchus: Lungo fino a 1,5 - 2 metri, assomigliava a un coccodrillo ma con arti più diritti e meno specializzati. Aveva un curioso muso uncinato verso il basso ed è uno dei primi rappresentanti degli arcosauriformi.
- Prolacerta: Un rettile dal collo molto lungo e dall'aspetto simile a una grossa lucertola. Sebbene il nome suggerisca un'affinità con le lucertole, in realtà era un arcosauromorfo primitivo, strettamente imparentato con le linee evolutive che avrebbero generato i coccodrilli e i dinosauri.
- Mesosuchus: Un rettile di medie dimensioni, probabilmente insettivoro o erbivoro, con un cranio che presenta caratteristiche intermedie tra i rettili più antichi e quelli successivi.
Fiumi
Anfibi Temnospondili (I "coccodrilli" delle paludi)
Con molti predatori marini e terrestri estinti, i grandi anfibi ebbero un enorme successo evolutivo nelle acque dolci, prendendo il ruolo di predatori apicali di fiumi e laghi.
- Trematosaurus: Un anfibio dal cranio lungo e stretto che ricordava moltissimo il muso di un moderno gaviale. Era un predatore d'agguato che si nutriva di pesci e piccoli tetrapodi.
- Parotosuchus: Un anfibio dal cranio massiccio e appiattito, che poteva superare i 2 metri di lunghezza. Viveva appostato sul fondo di corsi d'acqua lenti o paludi.
- Lydekkerina: Un anfibio più piccolo e dal cranio arrotondato, molto comune nei depositi del Sudafrica e dell'Antartide (che all'epoca erano uniti nel supercontinente Pangea e avevano un clima più mite).
Oceani
Nei mari la situazione era altrettanto desolata, ma con dinamiche proprie. Le barriere coralline erano scomparse del tutto, cancellate dall'estinzione permiana. Gli oceani erano fortemente acidificati e presentavano estese zone anossiche: vaste porzioni di fondale prive di ossigeno, letali per qualsiasi organismo complesso.
In questo mare impoverito sopravvivevano quasi esclusivamente poche specie di bivalvi cosmopoliti come Claraia, capaci di tollerare condizioni chimiche estreme, e ammoniti a crescita rapida che sfruttavano i vuoti ecologici lasciati dall'estinzione. Timidamente, in questi stessi mari, i primi rettili marini primitivi iniziavano a riadattarsi all'ambiente acquatico, precursori dei grandi predatori oceanici che avrebbero dominato il Triassico Medio e Superiore.
Primi Rettili Marini
Gli oceani, devastati dall'estinzione, stavano lentamente riprendendo vita. I rettili iniziarono a fare le loro prime incursioni nell'ambiente acquatico.
- Utatsusaurus: È uno dei più antichi e primitivi ittiosauri. A differenza dei suoi discendenti (che nel Giurassico avrebbero assunto la forma di "delfini"), l'Utatsusaurus aveva ancora un corpo allungato, zampe adatte a muoversi sul fondale o a uscire dall'acqua, e nuotava muovendo il corpo come un'anguilla.
- Grippia: Un altro piccolo ittiotterigio primitivo, adattatosi alla vita acquatica ma ancora legato all'ambiente costiero.
- Cartorhynchus: Un rettile marino dal muso molto corto, scoperto in Cina, che mostra le primissime fasi di adattamento degli ittiosauriformi al nuoto.
Pesci
La fauna ittica si stava evolvendo per riempire le nicchie ecologiche lasciate vuote.
- Saurichthys: Un pesce predatore osseo estremamente longevo (vissuto in tutto il Triassico). Aveva un corpo allungato e un muso affusolato che lo facevano assomigliare incredibilmente a un moderno luccio o barracuda.
- Perleidus: Un pesce osseo di dimensioni più contenute, rappresentante di quelle linee evolutive che stavano sviluppando le moderne strutture delle pinne e delle scaglie.
Invertebrati
- Ammoniti e Bivalvi: Sebbene decimati dall'estinzione di fine Permiano, stavano lentamente riguadagnando diversità nei mari del Triassico inferiore.
- Insetti e Crostacei: Stavano lentamente ricolonizzando le foreste di felci, conifere e ginkgo che stavano ricominciando a formarsi.