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title: Giurassico Medio - Noi Dinosauri
description: "Dalle origini del pianeta alle grandi estinzioni. Un viaggio attraverso 4 miliardi di anni di storia, dalle prime forme di vita dell'Adeano ai giganti del Mesozoico e oltre."
author: Angelo Denitto
url: https://noidinosauri.it/cronologia/fanerozoico/mesozoico/giurassico/giurassico-medio
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## L'ecosistema del Giurassico medio

### Fauna

#### Terre emerse



Sulla terraferma, il Giurassico Medio fu il palcoscenico di un'importante **radiazione evolutiva**. I grandi **sauropodi eusauropodi** — come il ***Cetiosaurus*** europeo e lo ***Shunosaurus*** asiatico — soppiantarono definitivamente i sauropodomorfi primitivi, iniziando ad assumere le proporzioni gigantesche che li avrebbero resi celebri. La tendenza alla **gigantismo** non era ancora al suo apice, ma la direzione evolutiva era già chiara: corpi più grandi, colli più lunghi, una strategia alimentare basata sul volume puro.



Tra i carnivori, i **teropodi** videro l'ascesa dei **megalosauridi** e dei **tetanuri**, con predatori imponenti come il ***Megalosaurus*** europeo e il ***Monolophosaurus*** asiatico, ornato di una singola cresta ossea sul cranio. Ma la novità evolutiva più importante del periodo non era nelle dimensioni: erano i **maniraptori**, un gruppo di teropodi snelli e dalla struttura leggera che in questo periodo iniziò la sua silenziosa diversificazione. Da loro, nel corso del Giurassico, si sarebbe diramata la linea che avrebbe portato ai rapaci piumati, all'***Archaeopteryx*** e infine agli uccelli. Il futuro stava nascendo nel sottobosco, invisibile ai giganti che lo calpestarono per milioni di anni.



Tra gli erbivori ornitischi fecero la loro comparsa i **primi veri stegosauri**, come l'***Huayangosaurus*** cinese, con le sue placche dorsali ancora primitive ma già inconfondibili, e i primi antenati degli **anchilosauri**. Gran parte di quello che sappiamo sulla fauna terrestre di questo periodo proviene dalla **Formazione di Shaximiao** a **Dashanpu**, in Cina: un giacimento eccezionale che ha restituito scheletri completi di sauropodi, stegosauri e teropodi, rivoluzionando la nostra comprensione del Giurassico Medio globale e dimostrando che la diversità di quest'epoca era molto maggiore di quanto si credesse fino agli anni Ottanta.



#### Oceani



I mari erano dominati da una ricca fauna di rettili. Gli **ittiosauri** continuavano a prosperare in forme diverse e specializzate. I **plesiosauri dal collo lungo** colonizzavano le acque costiere e i mari epicontinentali, cacciando pesci con improvvisi scatti del collo flessibile. Al vertice della catena alimentare marina si trovavano i **pliosauri**: superpredatori dal collo corto e dalla testa enorme, con mascelle in grado di esercitare una forza di morso tra le più potenti mai evolute in un vertebrato. Forme come ***Liopleurodon*** erano i tirannosauri degli oceani giurassici — e come i tirannosauri, erano senza rivali.



#### Cieli



I cieli del Giurassico Medio erano ancora dominio esclusivo degli **pterosauri**, in rapida diversificazione verso forme sempre più specializzate. Accanto alle specie dalla lunga coda rigida tipiche del Giurassico Inferiore, cominciavano a comparire i primi **pterosauri a coda corta** — più manovrabili, più versatili, precursori dei grandi pterodattiloidi che avrebbero dominato il Giurassico Superiore e il Cretaceo. Nessun uccello aveva ancora fatto la sua comparsa in cielo: l'***Archaeopteryx*** era ancora decine di milioni di anni nel futuro.

### Flora

Il clima caldo e umido favorì la crescita di **foreste lussureggianti e fitte** in tutto il globo. La vegetazione era dominata quasi esclusivamente dalle **gimnosperme**: **conifere** alte e robuste formavano il tetto delle foreste, mentre il sottobosco era un intreccio di **felci**, **cicadee**, **ginkgo** e **bennettitali**. Le angiosperme — le piante da fiore — non esistevano ancora: il paesaggio era **privo di fiori e di erba**, dipinto esclusivamente nelle tonalità del verde scuro, del giallo ocra e del marrone delle cortecce.



Rispetto al Giurassico Inferiore, le foreste del Giurassico Medio erano **più dense e più alte**, favorite dall'ulteriore aumento dell'umidità. Questa abbondanza di vegetazione ad alto fusto ebbe conseguenze dirette sull'evoluzione degli erbivori: l'allungamento progressivo del collo nei sauropodi non era un capriccio morfologico, ma una risposta precisa alla **pressione selettiva di foreste sempre più verticali**, in cui il fogliame più nutriente si trovava sempre più in alto, fuori dalla portata di chi non si era adattato a raggiungerlo.

### Clima e Geografia

Durante il Giurassico Medio, i continenti subirono cambiamenti profondi. Il supercontinente **Pangea** continuava a dividersi attivamente, allargando il divario tra **Laurasia** a nord e **Gondwana** a sud. Questo processo portò all'espansione del giovane **Oceano Atlantico centrale** e all'ingrandimento del **Mare della Tetide**, creando nuove rotte oceaniche e nuove barriere geografiche tra le faune.



Il clima globale era **caldo e progressivamente più umido**, con temperature stabilmente alte e assenza totale di calotte polari. L'innalzamento del livello dei mari — conseguenza del calore e dell'intensa attività tettonica — inondò vaste aree continentali, creando ampi **mari epicontinentali** poco profondi e caldi, straordinariamente produttivi dal punto di vista biologico. Questa geografia frammentata, con mari che separavano terraferme sempre più distanti, era il **grande acceleratore evolutivo** del periodo: popolazioni isolate divergevano rapidamente, moltiplicando la biodiversità a ogni generazione.

### Fine

La fine del Giurassico Medio — circa **163,5 milioni di anni fa**, al confine tra i piani geologici **Calloviano** e **Oxfordiano** — non fu segnata da un'estinzione catastrofica, ma da qualcosa di più sottile e in un certo senso più significativo: un **ricambio generazionale** della vita sul pianeta.



Alcuni gruppi primitivi di dinosauri e di ammoniti si estinsero silenziosamente, sostituiti da forme più evolute. Episodi di **anossia oceanica** alterarono gli ecosistemi marini costieri. Lievi fluttuazioni del livello del mare ridisegnarono le linee di costa, isolando ulteriormente le faune e accelerando la divergenza evolutiva tra i continenti.



Era la fine di un capitolo di transizione — e l'apertura del più grande spettacolo del Mesozoico. Nel Giurassico Superiore, tutto ciò che il Medio aveva preparato sarebbe esploso in forma definitiva: i **Brachiosaurus**, gli **Allosaurus**, gli **Stegosaurus**. I giganti erano pronti. Il palcoscenico era loro.

## Cuiriosità

### La lacuna fossile e il tesoro di Dashanpu



Rispetto ad altri periodi, il Giurassico Medio ha sofferto a lungo di una relativa **scarsità di siti fossili continentali**: per decenni i paleontologi hanno parlato di un vero **"buco nel record fossile"** per questo intervallo di tempo, con continenti interi quasi privi di documentazione. Poi, negli anni Ottanta, la **Formazione di Shaximiao** a **Dashanpu**, nella provincia cinese del Sichuan, cambiò tutto: scheletri completi di sauropodi, stegosauri, teropodi e piccoli ornitischi restituirono all'improvviso un intero ecosistema. Oggi Dashanpu è considerato uno dei giacimenti più importanti al mondo, e continua a produrre nuove scoperte.



### Il primo dinosauro della storia



Il ***Megalosaurus***, rinvenuto in rocce del Giurassico Medio in Inghilterra, detiene un primato assoluto: fu il **primo dinosauro a essere formalmente descritto e battezzato scientificamente**, nel **1824**, ben diciotto anni prima che il termine "dinosauro" venisse inventato da Richard Owen. A descriverlo fu **William Buckland**, geologo e teologo oxoniense, noto per la sua eccentricità — si vantava di aver mangiato rappresentanti di quasi ogni specie animale conosciuta, inclusi talpe e topi. Buckland interpretò i resti come quelli di un enorme rettile, senza poter immaginare che stava aprendo la porta a un intero mondo perduto. La mascella fossile del ***Megalosaurus*** che tenne in mano nel 1824 è ancora conservata al Museo di Storia Naturale dell'Università di Oxford.
