Terre emerse
Sulla terraferma, i dinosauri vissero la loro prima, vera esplosione evolutiva. Tra i teropodi carnivori emerse il Dilophosaurus, con i suoi 7 metri di lunghezza il superpredatore indiscusso del periodo: agile, potente, e ornato di due creste ossee parallele sul cranio la cui funzione — riconoscimento visivo tra conspecifici? corteggiamento? termoregolazione? — è ancora oggi oggetto di dibattito tra i paleontologi. In Sud Africa e Zimbabwe, la Formazione di Elliot ha restituito resti straordinari di Megapnosaurus, teropode di taglia media che ci restituisce un'istantanea degli ecosistemi del Giurassico Inferiore dell'emisfero sud.
Tra gli erbivori, i sauropodomorfi primitivi come il Massospondylus del Sudafrica erano ancora abbondanti: animali che si muovevano prevalentemente su due zampe, con colli lunghi e piccole teste, capaci di nutrirsi di vegetazione sia bassa che medio-alta. Ma accanto a loro comparivano già i primi veri sauropodi, come il Vulcanodon dello Zimbabwe: completamente quadrupedi, con il collo stabilmente allungato e il corpo massiccio — l'abbozzo dei giganti che avrebbero dominato il Giurassico Superiore. Fecero la loro comparsa anche i primi ornitischi corazzati, come lo Scelidosaurus inglese, precursore degli anchilosauri.
Un'altra finestra fossile privilegiata su questo periodo è la Formazione di Kayenta in Arizona, che ha restituito una fauna straordinariamente varia: teropodi, sauropodomorfi, i primi piccoli mammiferi con denti differenziati, e persino tartarughe primitive. Un ecosistema in miniatura che ci mostra quanto, già in questa fase, la diversità dei vertebrati stesse rapidamente aumentando.
Nei mari
Nei mari, la vita si riprendeva in modo spettacolare dopo la crisi di fine Triassico. Gli ittiosauri raggiunsero alcune delle loro forme più imponenti, con il gigantesco Temnodontosaurus — lungo fino a 9 metri, con occhi tra i più grandi mai evoluti in un vertebrato — che cacciava in acque aperte. Parallelamente si consolidavano i plesiosauri, agili nuotatori dal collo lungo che iniziavano a colonizzare le zone costiere e i mari epicontinentali. Le acque brulicavano di ammoniti, belemniti e pesci ossei in rapida diversificazione, formando ecosistemi marini sempre più ricchi e stratificati.
Cieli
I cieli del Giurassico Inferiore erano ancora dominio esclusivo degli pterosauri, ma la loro diversità cresceva rapidamente. Il Dimorphodon, con la sua testa sproporzionatamente grande, il becco robusto e la lunga coda rigida, rappresenta bene la fase sperimentale di questo gruppo: forme ancora lontane dall'eleganza dei pterosauri giurassici tardivi, ma già pienamente padroni dello spazio aereo. Nessun uccello aveva ancora fatto la sua comparsa — mancherebbero ancora decine di milioni di anni all'Archaeopteryx.