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I condroitti (Chondrichthyes), comunemente noti come pesci cartilaginei, rappresentano una delle linee evolutive più antiche e affascinanti tra i vertebrati dotati di mascelle. Apparsi oltre 400 milioni di anni fa, durante l'era Paleozoica, questi animali si distinguono per un adattamento biologico vincente: uno scheletro interno interamente composto da cartilagine flessibile e leggera, anziché da tessuto osseo. Il gruppo si divide in due grandi rami: gli elasmobranchi, che includono i grandi predatori come gli squali e i maestosi nuotatori bentonici come razze e mante, e gli olocefali, rappresentati dalle misteriose chimere degli abissi. Privi di vescica natatoria e rivestiti da microscopiche scaglie placoidi che garantiscono una perfetta idrodinamicità, i pesci cartilaginei sono sopravvissuti a innumerevoli mutamenti climatici ed estinzioni di massa. Costituiscono un capitolo fondamentale della storia della vita marina.

A differenza dei pesci ossei, questi animali hanno uno scheletro fatto di cartilagine, lo stesso materiale flessibile delle nostre orecchie. Questa categoria include gli antenati di squali e razze. Poiché la cartilagine si fossilizza raramente, spesso di loro troviamo solo i denti (o bizzarre spirali come nell'Helicoprion). Sono stati i predatori silenziosi degli oceani per centinaia di milioni di anni, sopravvivendo a quasi tutte le estinzioni di massa. Pesci cartilaginei (Chondrichthyes) è il termine scientifico corretto per la classe che include squali, razze e chimere.

Schede delle specie

Helicoprion nel mare del Permiano

Helicoprion

Permiano
Per comprendere l'Helicoprion, dobbiamo prima abbandonare l'idea di uno squalo tradizionale. Questo…
Megalodonte con le fauci aperte

Megalodon

Neogene
Oltre ai maestosi denti, l'anatomia dell'Otodus megalodon ci rivela un organismo plasmato da…